la Zia ha letto "FATEVI I TITOLI VOSTRI" di Laura Piccinini

Cominciamo da quando succede il contrario, dalle rare volte in cui un film italiano va all'estero col suo titolo da esportazione, e un americano dice andiamo a vedere WHATSOEVERLY (perchè come lo volevi tradurre QUALUNQUEMENTE)? Tipo commedie sui quarantenni nerd o plurisex allegri e fighi: invece vai e ci trovi Cetto la Qualunque ( a cui, dicono alla Fandango, il nuovo titolo è talmente piaciuto che quasi lo faceva cambiare anche qui). Tradotto fa più ridere. L'aveva già capito Billy Wilder quando aveva intitolato una sua commedia in italiano: AVANTI! E noi, quand'è arrivata qui, gliela abbiamo spappolata lo stesso:CHE COS'E? SUCCESSO TRA MIO PADRE E TUA MADRE? Perchè Truffaut non si sentisse il solo a trovarsi DOMICILE CONJUGAL ridotto a NON DRAMMATIZZIAMO...E' SOLO QUESTIONE DI CORNA.
Sta tutto lì, barare coi generi, rassicurare o confondere, spacciare spocchiosi cult per filmetti per tutti: purchè vadano a vedere il film. E non è cambiato granchè. Solo le combinazioni, come per i nomi dei ragazzini.
Gli americani ne hanno fatto un businnes: la Matthew Cohen Creation è un'agenzia fabbricatitoli, sa dire "scientificamente" se funzionerà o no.
L'era moderna inizia con THE ETERNAL SUNSHINE OF A SPOTLESS MIND, "l'infinita letizia di una mente candida" che diventa SE MI LASCI TI CANCELLO.
De Paolis della BIM dice:"Sono scettico sui progressi linguistici dell'italiano medio e non amo il criptico. Certi film da noi hanno fatturato più del doppio che in Francia, dove hanno lasciato il titolo originale".


La Zia si chiede: ma basta davvero il titolo a farci scegliere un film? Più nessuno legge la trama, valuta gli attori, il regista, la storia? Leggiamo un libro solo perchè ci piace la copertina? Ma allora non leggeremmo solo libri di pasticceria?!

Commenti

Post popolari in questo blog

A CASA DELLA ZIA...IL LIVING.

Roger&Gallet, da IoDonna,3 marzo 2012.

"SIMPAMINA" di G.Guareschi. seconda parte.