OTTAVA LETTERA A FANNY BRAWNE

                                                                                     11 ottobre 1819

Mia dolce Fanciulla,
 vivo oggi con la mente a ieri; ho passato tutto il giorno in uno stato di totale malia. Mi sento alla tua mercé. Scrivimi poche righe e dimmi che mai e poi mai sarai con me meno gentile di ieri. Mi hai abbagliato. Non c'è nulla al mondo di così splendido e delicato. Quando Brown, la notte scorsa, se ne venne fuori con quella storiella, apparentemente vera, contro di me, sentii che per me sarebbe stata la fine se tu ci avessi creduto-anche se contro qualunque altra persona potrei fare appella alla mia ostinazione. prima di sapere che Brown poteva smentirla fui, al momento, avvilito. Quando passeremo un giorno da soli? Ho avuto mille baci, dei quali con tutta la mia anima ringrazio amore- ma se tu mi negassi il mille e unesimo, sperimenterei fino a che punto posso sopravvivere all'infelicità. Se mai attuassi la tua minaccia di ieri-credimi, non sarebbe un tormento per l'orgoglio e la vanità o altre misere passioni, sarebbe un vero colpo al cuore, non lo sopporterei. 
Stamattina ho visto la signora Dilke: dice che verrà con me qualche giorno.
Sempre tuo
John Keats

Ah cuore mio!


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