VII LETTERA A FANNY BRAWNE

14    settembre 1819

Mia cara Fanciulla,
 sono corso in città in seguito a una lettera di mio fratello George; le notizie non sono tra le più brillanti. Sono forse pazzo? Sono arrivato con la diligenza di venerdì sera, e non sono ancora stato a Hampstead. Ti giuro che non è colpa mia. Non so decidermi a mescolare il piacere a questi miei giorni che passano uno uguale all'altro, senza distinzione. Se dovessi vederti oggi, distruggerei la tetraggine che attualmente per me è quasi un piacere, trasformandola in perplessità. Ti amo troppo per avventurarmi a Hampstead, sento che non è una visita, ma un avventurarsi nel fuoco. Que ferai-ja?come dicono per scherzo i romanzieri francesi, ed io sul serio: davvero, cosa posso fare? Ben sapendo che la mia vita trascorrerà tra affanni e pene mi sono sforzato di staccarmi da te: finchè sono solo cosa può importarmi dell'infelicità? Finchè riguardano solo me posso disprezzare tutti gli eventi: ma non posso cessare di amarti. Questa mattina so a malapena quel che sto facendo. Fra poco andrò a Walthamstow. Tornerò a Winchester domani; di là avrai miei notizie entro pochi giorni. Sono un codardo, non so sopportare la pena di essere felice: ciò è fuori questione; non devo più pensarci.
il tuo sempre affezionato
John Keats.


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