XVII LETTERA A FANNY BRAWNE

Mia diletta Fanny,
 ieri sera ho letto il tuo biglietto quand'ero a letto, per questo forse ho dormito molto meglio. Credo che il signor Brown abbia ragione nel pensare che forse ti fermi troppo a lungo da me, nervoso come sono. Mandami ogni sera la buona notte per iscritto. Se venissi per qualche minuto verso le sei, sarebbe forse l'ora migliore. Se mai mi immaginassi troppo depresso ti avverto che è dovuto alla medicina che sto prendendo in questi giorni e che mi scuote i nervi. Imputerò ogni mia prostrazione a tale causa. Ho scritto tutta la settimana con una misera, vecchia penna- cosa ben poco galante. La colpa è del pennino: l'ho riparato, ma è ancora troppo piegato e fa delle <esse> illeggibili. Però queste ultime righe sono scritte con una grafia molto migliore, benchè siano un po' guastate dalla macchia di marmellata di ribes, che ha lasciato un piccolo segno sopra una pagina del "Ben Jonson di Brown", il libro più bello che egli possegga. L'ho leccato, ma è rimasto un segno purpureo. Non sapevo se dire purpureo o blu, e così nella mescolanza dei due pensieri ho scritto "purplue" che potrebbe essere un ottimo nome per un colore risultante dalla mescolanza di questi due e sarebbe adatto per dare inizio alla prossima primavera. Stai attenta alle porte e alle finestre aperte e non uscire senza il tuo mantello grigio. Dio ti benedica Amore
J.Keats

P.S.Sono nella stanza sul retro. Ricordami a tua Madre.


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