XXVI LETTERA A FANNY BRAWNE

Dolcissima Fanny,
 temi, a volte, che io non ti ami quanto vorresti? Mia cara Fanciulla, ti amo sempre, sempre e senza riserve. Più ti conosco e più ti amo. In ogni caso - anche le mie gelosie non sono che angosce d'amore; nell'accesso più violento avrei voluto morire per te. Ti ho vessata troppo. Ma per Amore! Posso forse evitarlo? Tu sei sempre nuova. Il tuo ultimo bacio è sempre il più dolce, l'ultimo sorriso il più radioso, l'ultimo gesto il più leggiadro. Quando ieri sei passata sotto la mia finestra, ero colmo d'ammirazione come se ti vedessi per la prima volta. Una volta hai espresso il rammarico che io amassi solamente la tua Bellezza. Non ho dunque altro da amare in te? Non vedo forse un cuore per sua natura alato, imprigionarsi con me? Nessuna prospettiva avversa è stata in grado di distogliere da me i tuoi pensieri per un solo momento. Ciò potrebbe essere motivo di dolore oltre che di gioia - ma di questo non voglio parlare. Anche se non mi amassi io non potrei non nutrire per te una devozione totale; quanto più profonda devo dunque sentirla, sapendo che mi ami. Mai una mente più inappagata e inquieta della mia fu posta in un corpo troppo piccolo per contenerla. Mai ho sentito la mia mente riposare con gioia totale e serena su alcuna cosa - su alcuna persona tranne te. Quando sei nella stanza, i miei pensieri non fuggono mai dalla finestra: tutti i miei sensi si concentrano su di te. L'ansia che trapela dal tuo ultimo biglietto riguardo ai nostri Amori è fonte di grande piacere per me: ma non devi più permettere che simili congetture ti turbino, come non crederò più che tu possa nutrire il minimo risentimento nei miei confronti. Brown è uscito - ma c'è la signora Wylie - quando se ne sarà andata starò sveglio per te. Saluti a tua Madre.
Il tuo affezionato
J.Keats


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