"LA BOHEME" di G.Guareschi,quarta parte.

L'istitutrice trovò qualcuno da educare e una sera, mentre io leggevo tranquillo nel mio letto, la porta si spalancò e apparve una giovinetta.
 Quando mi vide, rimase con gli occhi sbarrati, sulla porta, poi arrossì notevolmentee balbettò:
- Scusate...Ho capito male: mi avevano detto che qui...
- Non avete sbagliato - risposi. - Non è proprio qui, ma là.
La giovinetta scosse il capo: - E' una cosa orribile! - esclamò.
Accesi una "popolare" e buttai verso il soffitto una boccata di fumo.
- E' la vita - risposi dopo una pausa studiata.
La giovinetta mi guardò a lungo con i suoi grandi occhi.
- E voi non fate niente, non pensate niente per migliorare la vostra posizione? - mi domandò con apprensione.
Sorrisi.
- Vae victis! - dissi. - Io niente posso fare perchè la gente passa davanti al mio letto, mentre io dormo, e calpesta i miei sogni.
 La giovinetta scoppiò in singhiozzi e si lasciò  cadere sulla sedia a pie' del letto.
- Non compiangetemi - dissi amaro. - Non compiangete il viandante stanco che si accascia lungo il ciglio del fosso. Non compiangetelo: dimenticatelo. E' un fagottello di delusioni in mezzo all'erba impolverata. Domani sarà polvere anch'esso.
La giovinetta si alzò e si asciugò le lagrime.
- La poesia è un fiore che sboccia nelle zolle più impensate - sospirò. - Buona notte, signore.

In seguito ci volemmo bene e fu il mio primo amore. E una sera mi confessò che, quella volta, non mi aveva compianto. Singhiozzava per cose sue personali.
- Cose gravi? - domandai come uno stupido.
- No, cose di piccola entità - rispose arrossendo. -Mi piaceva sentire la tua voce e ti ho ascoltato troppo.
 Proprio così. se una donna ti ama, tu parli e invece canti. Le parole son la  musica dell'amore e il primo amore non si scorda mai.
 Il che è bello e istruttivo.


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