XXIX LETTERA A FANNY BRAWNE

Mia diletta Fanny,
 la scorsa notte ho dormito bene e questo non mi fa sentire certo peggio stamani. Se non mi inganno, giorno dopo giorno, mi sento il Petto sempre più libero. Più un corridore si approssima alla meta, più cresce la sua ansia: così io, indugiando ai confini della salute, sento aumentare la mia impazienza. Forse  a causa tua ho immaginato la mia malattia più seria di quel che è: com'era spaventosa l'idea di scivolare in una fossa invece che nelle tue braccia - la differenza è un amore meraviglioso. La morte deve venire alla fine; l'Uomo deve morire, come dice Shallow; ma prima che il mio destino si compia mi piacerebbe provare quali altri piaceri può donare una creatura dolce come te oltre a quelli che mi hai donato. Concedimi ancora qualche anno di vita e non morirò senza essere ricordato. Abbi cura di te, cara, così che in Estate staremo bene entrambi. Scrivere non mi stanca affatto. dovendo solo mettere una o due righe qui e là, un Compito che annoierebbe una persona forte di anima e di corpo, ma che si conviene a me che non posso fare di più.
Il tuo affezionato
J.K.


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