XXX LETTERA A FANNY BRAWNE

Mia diletta Fanny,
 anche se ti vedrò tra breve non so trattenermi dal mandarti poche righe. Dici che ieri non ti ho dato un dettagliato resoconto sulla mia salute. Oggi ho smesso di prendere la medicina per abbassare la febbre e trovo che posso farne benissimo a meno, indizio assai positivo, perchè significa che non c'è più alcuna infiammazione. Dici che potrei essere stanco alla sera: è l'ora migliore per me; sono al mio meglio verso le otto. Oggi ho ricevuto un biglietto dal signor Procter. Dice che non può venire a trovarmi con questo tempo, temendo un'infiammazione al Petto. Il nostro clima è dunque così orribile? O coloro che ci vivono sono così trascurati? Tu sei una di loro. Mia cara fanciulla, non c'è da scherzare: non esporti al freddo. Il Tordo è di nuovo qui - è un lusso che non posso permettermi - mi farà pagare un conto salato per la musica - tra l'altro dovrebbe sapere che mi servo da Clementi. Come puoi sopportare una così lunga prigionia a Hampstead? Me lo ricorderò sempre con tutto il gusto che proverebbe uno che tende a monopolizzare. Potrei costruirti un Altare per questo. 
Il tuo affezionato
J.K.


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