XXXII LETTERA A FANNY BRAWNE

Mia diletta Fanciulla,
 dato che ho degli amici con me, suppongo che non ti vedrò prima di domani. Sto molto meglio oggi - infatti posso lagnarmi soltanto della mancanza di forze e di una lieve oppressione al Petto. Oggi ho invidiato la tua passeggiata con Sam; ma non lo farò più, perchè l'invidia potrebbe stancarmi molto. Ora ti immagino seduta, col tuo nuovo abito nero che tanto mi piace, e se fossi un po' meno egoista e più entusiasta ti sorprenderei correndo a bussare alla porta. Temo di essere troppo prudente per fare l'Amante morente. Eppure vi è una grande differenza tra il morire in un impeto di passione come Romeo, e il morire come una rana per il gelo.
 Oggi non avevo nulla di speciale da dirti, ma poichè non voglio che vi siano interruzioni nella nostra corrispondenza ( che in futuro intendo proporre a Murray) scrivo qualcosa. Dio ti benedica, mio dolce Amore! La malattia è un lungo sentiero, ma alla sua fine vedo te, e affretterò il mio passo quanto più possibile.
J.K.


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