QUANDO UNA ZIA VA... ALL'IKEA.

Carissimi nipotini,
ieri, sfidando la cotonosa nebbia che non accennava ad alzarsi dalle strade, superando la stanchezza dovuta a una dolorosissima colica spastica, coinvolgendo lo Zio, il cui entusiasmo, la domenica mattina, s'accende soltanto alla parola "CAPPUCCINO"(e non in senso spirituale), ho deciso di andare all'Ikea, il Tempio Assoluto della perversione dell'interior designer fai da te, l'unico supermercato al mondo da dove torni senza aver dimenticato nulla, anzi, con un carico aggiuntivo di superfluo,(chissà se userò mai la confezione di mollette chiudi-sacchetti?!)
Forse all'Ikea dovrebbe essere interdetta l'entrata alle coppie senza figli, accasate da più di dieci anni e con un'organizzazione domestica discretamente funzionante.
Cioè a me.
A mia discolpa posso dire che, se non sei un maschio single convinto che nutre per le proprie mura domestiche lo stesso amore che manifesta verso un maglione in cachemire dimenticato in lavanderia, l'Ikea è un'attrattiva potente e irresistibile.
Un limbo in cui si perdono i buoni propositi e il senso della misura e della planimetria.
Un Eden cosparso di magiche soluzioni in cui allegre famiglie di venti componenti trovano tranquillamente il posto per arredare un bilocale di 30 metri quadri, con ufficio a scomparsa, angolo hobby per ognuno e calze in ordine alfabetico dentro cassetti lunghi come il tunnel sotto La Manica.
Quindi non è stato difficile ritrovarsi tra allegre e congestionate comitive che si accalcavano attorno a magiche scarpiere che vantano un diametro inferiore al punto vita di Dita von Teese, ma che costringevano comunque i panzuti acquirenti a elaborate manovre per uscire da super-attrezzatizzimi guardaroba dove,se prendi l'ombrello,rischi di impiccarti con la cintura dell'impermeabile.
E' stato divertente vedere i bambini che provavano l'emozione di un letto a castello da favola e la delusione di trovarsi in mano solo un set di burattini da dito a 4 euro.
E' stato appagante rendersi conto che ormai in casa possiamo farci entrare solo più qualche cuscino e che per quelli non serviva munirsi di metro e carta di credito.
E' stato molto glam trovare  meravigliosi porta candela che ho poi utilizzato come alzatine per piante...
...e una bellissima carta regalo grigio tenue a pois bianchi.
Devo anche aggiungere che al ristorante ho mangiato bene e il servizio aveva la precisione tipica dei paesi nordici(anche se l'unica cosa senza attaccato il cartellino del prezzo e del reparto in cui acquistarla era la cassiera!)...
Ma una cosa, una grande, meravigliosa esperienza mi è atrocemente mancata...
...il ragazzino con la pentolona coperta dall'alluminio che corre al rallentatore e la cui espressione incute una certa apprensione sullo scopo della sua corsa, anche quando rivedi lo spot per la trentesima volta.
Ecco, il ragazzino non c'era.
Un altro caso di pubblicità ingannevole.

Commenti

giovanna ha detto…
la zia fa sempre nuove esperienze!
Anonimo ha detto…
ciao zia delina o meglio chiara sono alessia casagrande il tuo blog è fantastico soprattutto le tue poesie non vedo l'ora che metti nel blog il tuo calendario dell'avvento così posso prendere idee dal tuo ti saluto ci vediamo venerdì a scuola ciao ciao da alessia casagrande.

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