domenica 8 gennaio 2012

Progetto Charlotte.

Okkei.
Domani ricomincia la solita routine.
Ho fatto la metà delle cose che volevo fare in queste vacanze.
Ho visto la metà dei film che volevo vedere.
In compenso ho visto 15 volte "Autumn in New York".
E la fissa un po' m'è rimasta.
Intanto è l'unico film in cui l'espressione gigiona di Richard Gere ha quasi un senso.
Poi la Wynona nostra recita leggiadramente versi di Emily Dickinson, la mia poetessa preferita.
Ed è esangue e malata.
E lui la guarda come ogni donna vorrebbe essere guardata, da Richard Gere o dal cassiere del supermercato, tanto non capita mai!
Le ambientazioni sono curate come la vetrina di una boutique di lusso.
Le bianche manine di lei creano leziosi cappellini.
Lui lava i broccoli come fossero calzini in cachemere.
Lei legge nel suo cuore.
Lui ha un appartamento da sballo...con la veranda...a metà di un grattacielo..
Ovvio che la fissa m'è rimasta!
Così ora uncinetto soffici lembi di mohair per le mie esili spalle..
Ho portato il cappotto di visone di mia nonna a far stringere...(sì, lo so, sono vegetariana e animalista...ma quei visoni hanno ormai quarant'anni...sarebbero morti comunque...)
E poi ho dato il via al Progetto Charlotte. Che sembra un' operazione della Questura e invece è molto più complicato.
Avete presente, nel film, quelle tende di perline e uccellini e origami che la Nostra confezionava in 2 ore?
Ecco, io voglio fare una cosa del genere.
Ci metterò sei mesi.
La prima gru di carta sembra un cigno con l'ernia.
Ma cribbio!
Prima o poi qualcosa  la tiro fuori..
Intanto Natale è passato.
E non sono morta di cuore.
Meno male che non tutto è come nel film.



1 commento:

emma 120 ha detto...

Che bel film autum in New york, lo ho visto questa estate a casa dopo aver convinto mio padre a farmelo guardare, lui diceva che era troppo triste,(in effetti è triste).
xoxo