Da "I dolori del giovane Werther", (Goethe), lo sbocciare dell'amore.

L'aurora era splendida; intorno a noi si stendevano i campi rinfrescati e la foresta stillante. Le nostre compagne di viaggio si assopirono; mi domandò se volevo anch'io fare altrettanto, dicendomi di non trattenermi per lei. "Finché vedrò questi occhi aperti, le dissi fissandola, non corro rischio di addormentarmi". E rimanemmo entrambi svegli fino alla porta di casa sua, che la cameriera venne ad aprire silenziosamente: alla domanda di Carlotta, lei disse che il padre e i bambini stavano bene, e che tutti dormivano ancora. La lasciai, pregandola di permettermi di andarla a vedere il giorno stesso: acconsentì, e io andai: da allora il sole, la luna e le stelle possono tranquillamente seguire il loro corso: io non so se sia giorno o notte, e tutto il mondo scompare intorno a me.

Commenti

Post popolari in questo blog

A CASA DELLA ZIA...IL LIVING.

Roger&Gallet, da IoDonna,3 marzo 2012.

"SIMPAMINA" di G.Guareschi. seconda parte.