Non solo San Valentino...


" di LUCIO ALCIATI - Febbraio, mese burlesco e ridanciano, dalle mille sfaccettature, dai mille colori e dai mille umori, proprio come il suo protagonista per eccellenza: Arlecchino. Ma Febbraio è anche il mese degli innamorati.
Un mese che, come tutti gli anni, culmina nel giorno di San Valentino. Quindi quale, se non questo, è il momento migliore per ricordare un’antica e deliziosa tradizione locale legata a quella parentesi di vita che naturalmente coinvolgeva anche i nostri avi?

Un tempo non esisteva l’ardente ricorrenza di San Valentino, tuttavia si compivano degli atti profondamente radicati nella tradizione del nostro mondo contadino d’antan.

Uno di questi consisteva nell’offrire dei dolcetti, come promessa d’amore, fra ragazzi in occasione del fidanzamento oppure nell’avvenimento del matrimonio. Questi piccole delizie erano chiamate Giuraje (da giuramento) ed erano le antesignane dei più conosciuti confetti chiamati “bombon”.

Euclide Milano, noto scrittore cuneese vissuto nei primi anni del ‘900, le cita nella sua interessante e conosciuta opera intitolata “Dalla culla alla bara”. Un affascinante viaggio letterario che narra la vita quotidiana e gli eventi fondanti delle comunità rurali delle terre di Cuneo, tra usi, costumi e consuetudini di un’epoca, per noi, passata e quasi sconosciuta.

Un’epoca che profuma di genuinità e di semplicità, di ritualità ancestrale e di forte legame alle tradizioni agresti così profondamente influenzate dalla ciclicità della natura e delle stagioni. Primavera - nascita, Estate – matrimonio e famiglia, Autunno –vecchiaia, Inverno – morte.

E come le Batiaje, conosciuti biscotti di mais, erano donate in occasione del battesimo di un figlio, anche le Giuraje marcavano una tappa importante della vita: il fidanzamento e il matrimonio.

Le Giuraje erano composte da una nocciola dalla caratteristica forma a cuore, simbolo dell'amore, la quale era a sua volta avvolta da un candido velo o copertura zuccherina che  prometteva affascinante e protettiva dolcezza.

Quindi un cuore amabilmente protetto. Ora le antiche Giurarie, come prima accennato, sono state sostitute dai bombon nuziali e sono difficilmente reperibili. Che io sappia esiste una sola e rinomata pasticceria del Biellese che ancora le produce (Perotti di Pont Canadese) ma che si differenziano dalla nostra tradizione per un particolare, piccolo però credo importante e caratteristico.

La soluzione ricoprente la nocciola non era composta da solo di zucchero ma anche di limpido miele. Infatti il miele era il dolcificante più usato in pasticceria, specialmente in felice coniugazione con le nocciole,  dove i gusti sono sinergici e si esaltano. Basta pensare alle croccanti cupete o al torrone per farsene una gustosa idea."

 l'interessante articolo è tratto da questo sito Cuneo Cronaca


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