Aunt chic.

Carissimi,
siamo passati per così tante e variegate tendenze che forse non si sente il bisogno di uno stile nuovo.
Ma io non faccio quasi mai ciò che sembra logico fare e così, in questo solenne, e per altri versi freddo e grigio, giorno di dicembre fondo irrevocabilmente:
 l'AUNT CHIC.
Abbiamo già, non crediate che lo ignori, lo shabby chic, il brocante chic, il vintage chic, il gustavien chic, il modern chic...e, Dio abbia sempre in Gloria chi l'ha creato, il magnifico Granny Chic.
Ma io penso che il tutto bianco faccia ospedale, che su una sedia ci si debba perlomeno sedere, che un mobile scrostato non lo pulisci neanche con l'avemarie e che ai mercatini i pezzi di arredamento costano come una borsetta di Vuitton.
E poi, ovvio, non sono neanche una nonna.
Sono una Zia.
Ma di quelle come usavano ai tempi che furono.
Non vado in palestra, poto le rose.
Non offro pizzette, ma thè e biscottini.
Non metto piede in una discoteca dalla festa di maturità e passo le serate a guardare vecchi sceneggiati mentre faccio maglia.
Ho i miei momenti nerd, ma meglio un giorno nerd che 100 da panterona riciclata.
E a casa mia hanno sempre ragione i gatti.
Sempre.
Quindi diamo inizio alla AUNT REVOLUTION.
Tirate fuori i vecchi, mummificati visoni di famiglia, lucidate le tazzine e inamidate i centrini.
Che io devo distrarmi e quindi parto con le idee che neanche il prode Anselmo.
p.s. e se non sapete chi è...mi iniziate già male.
Buona domenica...


Commenti

Post popolari in questo blog

A CASA DELLA ZIA...IL LIVING.

Roger&Gallet, da IoDonna,3 marzo 2012.

"SIMPAMINA" di G.Guareschi. seconda parte.