mio



Le cronache familiari narrano di come, quando ero una bambinella tutt'altro che sprovveduta, mi appropriai indebitamente del Gesù bambino del Presepe che le suore dell'asilo avevano allestito. Non brillando inoltre di capacità diplomatiche mi rifiutai di restituire la statuina, che in effetti ancora ora è mia. Da quell'evento nacque la mistificazione del mio carattere tanto volitivo da rasentare la testardaggine. In concreto poche volte questa determinazione si è mostrata...
E quasi sempre fu una necessità di sopravvivenza emotiva a impormela.
Venerdì pomeriggio, mentre mi attardavo tra le file di un magazzino di recuperi fallimentari, mi sono trovata di fronte a questo meraviglioso Babbo Natale con doni, alberello, cerbiatto e vestito di rosa. La fluente barba bianca cosparsa di un velo dorato e la dolce espressione bonaria hanno smosso qualcosa dentro il cuore.
"MIO" ho detto con decisione, con quella tanto proclamata testardaggine . Niente e nessuno mi avrebbe fatto mutare idea. Si stava creando uno spazio nel mio immaginario natalizio, un ricordo permanente come le sfere dorate di Inside Out.
E ora quel Babbo Natale è a casa mia.
Però questa volta l'ho pagato.




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