Gonne a fiori e teste mozze (...?!...)

...immagine dal web...che però sento molto mia....
Ci sono momenti in cui cercare di capirmi è un'impresa assolutamente inutile.
Nonostante stia lavorando per organizzare spese e casa con la marzialità giapponese del metodo Konmari, nonostante abbia etichettato persino gli sportelli della cucina e i contenitori del frigo, nonostante rispetti un piano delle pulizie domestiche severamente pianificato ogni domenica sera, nonostante nutra la stampante del mio pc a cartucce compatibili per reggere l'impatto di aver stampato ogni singolo organizer da Pinterest, nonostante tutto questo, dicevo, sono capace di piccole e meravigliose pazzie.




 

Questo libro l'ho acquistato in una libreria davanti all'ingresso dell'Acquario di Genova, ma non è stata una sorpresa, in realtà attendevo la sua uscita da quando ne avevo letto la recensione, che conservavo religiosamente sulla mia bacheca.
Sono interessata da sempre all' antropologia, specialmente quando osserva il mondo da un punto di vista preciso e ti aiuta a ricordare che ogni volta che pensiamo di saper tutto dell'uomo è proprio il momento in cui in realtà non sappiamo niente. E questo libro lo dimostra palesemente, facendomi riflettere con il pungolo della frase di Terenzio che è riportata come dedica: " Non reputo estraneo nulla di ciò che è umano", nemmeno quando leggo che le teste rimpicciolite erano ricercate con lo stesso impegno di una borsa Birkin di Hèrmes.

immagine dal web

E poi c'è questa meravigliosa gonna di Zara, in un cotone talmente morbido che nemmeno Marie Kondo potrebbe piegare e che io ho appesa accanto al letto per rimirarmela, in attesa di indossarla quando e se la primavera si farà viva.

Così, tra un fiore e una testa mozza, tra un film di Myazaki e il nuovo disco dei 99 Posse, tra fragole biologiche e caffè iperzuccherati, costruisco ogni giorno piccoli pezzetti della me di domani, che tutto sommato ho proprio voglia di conoscere.



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