Chiamatemi Anna.


Tea
Non sono nuova alle trasposizioni televisive deliranti degli ultimi anni.
Dopo la seconda stagione di "Once Upon A Time" la mia identificazione con il romanticismo di Biancaneve  è stata frustrata in tutte le sue sfumature.
Ma non immaginavo di turbarmi ulteriormente.
Il caso vuole che recentemente abbia letto "Anna dai capelli Rossi" di Montgomery, volenterosa di rimediare alla grave carenza nella mia cultura di fanciulla. Ho davvero amato molto questo libro e una volta di più mi sono ritrovata a meditare su quanto siano profondi e veri e avvincenti i classici della letteratura per bambini.
Dal momento che nel commento in appendice al testo si fa espresso riferimento al cartone animato giapponese che avevo visto da bimbetta lodandone la grande aderenza al testo originale, tale da permettere di seguirlo quasi come una sceneggiatura, mi sono fiondata sul suddetto cartone, appena appena infastidita da una certa petulanza della protagonista, caricata anche dall'esaurimento professionale e fisiologico di noi maestre nel periodo estivo.
E poi.
Poi ho cominciato con entusiasmo la serie di Netflix "Chiamatemi Anna", certa di ritrovare le stesse, ma più vivide, emozioni sperimentate col libro e la serie a cartoni.
Mi sono ricreduta quasi subito.

Se avete letto il libro e non avete visto questa serie, sappiate che potreste essere turbati.
Se avete visto la serie e non avete letto il libro, sappiate che è tutta un'altra cosa.
Se la fortuna ha voluto che leggeste il libro e vedeste i cartoni, vi prego EVITATE a voi stessi questa delusione.
Non credo di dover avvertire del pericolo spoiler perchè se leggete questo post non credo vedrete la serie.
In sintesi, per elencare alcune "incongruenze" che spero siano sufficienti a farvi desistere, sappiate che:

  • Anna viene importunata da un pedofilo.
  • Viene chiamata sgualdrina (!!!!) nel momento in cui racconta la sua versione del concepimento di un bambino...una storia abbastanza scurrile in cui si menzionano topi nelle tasche dei maschi che andrebbero ammansiti per evitare violenze domestiche.
  • Anna ha nozioni di Primo Soccorso in caso di incendio (probabilmente l'obbligo di vigilare sulla sicurezza vigeva anche negli orfanotrofi canadesi).
  • E' stata vittima di gravi violenze domestiche nelle famiglie precedenti.
  • Matthew ha una cotta da quando erano bambini per la proprietaria di una modisteria.
  • Matthew e Marilla hanno un fratello di cui non si sa bene che ne sia stato.
  • Ad Anna vengono le mestruazioni e ha una crisi isterica.
  • Il maestro di scuola si chiude nella rimessa con l'allieva più grande ed è di nuovo una faccenda di topi.
  • C'è un comitato di donne progressiste, anzi madri progressiste che non vogliono Marilla.
  • Anna viene rispedita all'orfanotrofio, ma invece di entrare scappa col lattaio e poi si guadagna da vivere alla stazione declamando poesie a pagamento.
Una domanda vi sorgerà spontanea: perchè mi sto facendo del male guardando questa serie che della storia originale non ha conservato che alcuni nomi e le trecce della protagonista?!
Risposta: perchè ci sono 40° e io sto quasi tutto il tempo stesa sul divano con la stessa volontà di Tea nella foto di cui sopra. E quindi è come sparare a un'anatra già morta.

Con affetto, 





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