Obsession.

 
Ormai mi sembra davvero di fotografare soltanto fiori.
D'accordo che non esiste stagione più propizia di questa per lasciarsi conquistare da petali sgargianti e composizioni sofisticate, ma credo comunque di stare diventando piuttosto monotematica.
Mi ricordo di un film vietnamita che ho molto amato , "Il profumo della Papaya Verde", in cui la protagonista passa ore a osservare le piccole meraviglie della natura sviluppando una grazia nell'animo e nell'aspetto superiore a chiunque.
Per completare l'incanto il finale romantico ruota attorno a un brano tratto da "Guanciale d'erba" di Natsume Soseki (uno dei miei autori preferiti) che descrive la fragile caducità dei fiori di ciliegio e il loro ritornare a sbocciare ogni fulgida primavera. Delicati ed eterni allo stesso tempo.
Probabilmente questa educazione sentimentale filo-orientale ed estetizzante mi ha condizionata notevolmente e io cerco di riflettermi nei tanti fiori di cui esploro ossessivamente la bellezza, cercando la medesima grazia e vocazione all'eternità.

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