XXVII LETTERA A FANNY BRAWNE

Mia cara Fanny,
 stamane sto molto meglio di una settimana fa: davvero miglioro un po' giorno dopo giorno. Conto di fare una passeggiata con te il primo di maggio: nel frattempo, pur sopportando una cattività babilonese, non sarò abbastanza ebreo da appendere la mia arpa a un salice, ma piuttosto cercherò di completare le mie poesie arretrate e, tornata la salute, darò inizio a qualcosa di nuovo; presa questa decisione, avrò bisogno del mio manoscritto o meglio di quello che è in mano a Taylor e che tu, per favore, mi manderai oggi o domani tramite il mio Messaggero. Oggi la signora D. è con te? Ieri sera sembravi molto affaticata: questa mattina devi essere un po' più brillante. Non tollererò che la mia bimba debba essere offuscata come un vetro su cui qualcuno abbia alitato: dev'essere sempre splendente, perchè questa è la sua natura. Nutrirmi di pessimo cibo e stare accanto al fuoco finiranno con l'annullarmi. Non ho bisogno di una magica statua di cera a mia somiglianza, perchè mi sciolgo già da solo davanti al fuoco. Se nelle tue Riviste ti imbatti in qualcosa di meglio (di peggio) dell'ordinario fammelo vedere.
Arrivederci, mia dolcissima Fanciulla
J.K.


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